
uolter, in basso a sx, riconoscibile dalla basetta ingombrante, autoritratta in un momento di massima preoccupazione per le briciole che da alto a dx vengono lanciate minacciosamente verso il suo cellulare. a dx in alto blogger-dal-taglio-nuovo-lancia-briciole e a dx in basso blogger-dall'occhiale-viola-megaritardo. in alto a sx paziente accompagnatore di blogger-dal-taglio-nuovo...
Certo non sempre sono sul pezzo. E oggi non sono sul pezzo. Porti o non porti la mia croce domani. Quello che penso, se penso e se penso che penso, non si fa sentire. Un sì, tre sì, tre boh. Silenzio e rumore non si proporzionano, eccedono.
Allora mi dedico alla domestica alternanza degli armadi e al loro premio di maggioranza. Sto lì in parlamento con una gruccia in mano, un pantalone, una maglia, due guanti di lana. E mentre il mio sabato cresce, mi allungo in testa la pagina a coprire gli occhi:
"È una strana e lunga guerra quella in cui la violenza tenta di opprimere la verità. Tutti gli sforzi della violenza non possono indebolire la verità, e non servono che ad innalzarla maggiormente. Tutti i lumi della verità non possono nulla per arrestare la violenza, e non fanno che irritarla di più. Quando la forza combatte la forza, la più potente distrugge la minore; quando si oppongono i discorsi ai discorsi, quelli che sono veri e convincenti confondono e dissipano quelli che hanno soltanto vanità e menzogna: ma la violenza e la verità non possono nulla l'una sull'altra. Da ciò non si pretenda però di concludere che le cose siano uguali…" (Blaise Pascal, Le provinciali)
Patty Smith, Dancing Barefoot
io non ero ancora nata e lui già sapeva. lo conobbi anni dopo al mart di rovereto, grazie a un attacco di isteria. da una teca mi disse: "cancello le parole per custodirle, è un gesto di salvezza". fino al 13 giugno è in mostra a milano. grande. da vedere e sentire.
va bene, va bene, l'ho raccontato fino alla noia: sono nata proprio quel giorno lì, l'ultima data utile a diventare razionalissima (?) e fredda (?) vergine pignola (!), perchè mio padre ha sognato di uccidere un serpente e tirando un calcio nel letto ha beccato la schiena di mia madre, provocandole la rottura delle acque. ma il fatto è che oggi brezsny annuncia niente popò di meno che un mio prossimo risveglio (una seconda nascita? un cambio di pelle? un trionfo! uau, ora si ragiona) e lo fa tornando al serpente (lui sa? lui sa!):
"Quello che sto per raccontarti probabilmente succederà solo nei tuoi sogni o nelle tue fantasie. Ma potrà avere un rapporto con la vita reale e ti aiuterà a prepararti mentalmente ed emotivamente a un trionfo che otterrai da sveglia. Ecco il racconto mitico: un pitone ti si avvicinerà serpeggiando e ti si avvolgerà intorno. Tu reagirai con un moto istintivo apparentemente irrazionale (ma che si rivelerà quello giusto): emetterai un sibilo acuto e morderai il serpente, costringendolo a scappare e lasciarti in pace".
io a brezsny offrirei un caffè, una mano e pure un'iride. ma un serpente no, mai lo morderei in ricordo di Federico e Giulietta: coppia di pitoni innamorati che misi al collo piena di loro poesia molte pelli or sono.


L'alternativa all'alternativa: in Zona Marsala va in scena l'estremo Fuorisaline del mobile.
m'agito ergo sum

patata e limone in 'pipì sul muro'